Aree
Da qui passano ordini, fatture e anche chi prova a fregarti.
Caselle sul tuo dominio, con lo spazio che serve, la copia di sicurezza separata, l'archivio che dura dieci anni e le protezioni che impediscono a un estraneo di scrivere con il tuo nome.
Questa mail non l'hai scritta tu. È partita da fuori, usando il tuo indirizzo. Guarda cosa succede con e senza le protezioni.
È la truffa più diffusa sulle piccole imprese: non serve entrare nella tua casella, basta scrivere come te. Le protezioni si chiamano SPF, DKIM e DMARC, ma il nome non ti interessa: ti interessa che ci siano e che qualcuno le guardi.
Spazio che non ti costringe a cancellare per far posto. Una casella a testa: l'indirizzo condiviso fra più persone è il modo più rapido per non sapere più chi ha fatto cosa.
Copia della posta tenuta separata dal servizio. Se una casella viene svuotata — per sbaglio, per un dipendente che se ne va male, o per mano di qualcun altro — si rimette com'era.
Tutto quello che entra ed esce viene conservato a parte e resta consultabile. L'azienda autorizza chi deve cercare — il commercialista, l'avvocato, chi subentra in amministrazione — senza girare password e senza entrare nella casella di nessuno.
Si sposta fuori orario, con lo storico. Il lunedì mattina ognuno riapre il suo programma e trova tutto dov'era, compresi i dispositivi in mano ai commerciali.
Un solo indirizzo per tutti
info@ che leggono in quattro. Quando un ordine si perde non si sa chi l'ha visto, e quando uno se ne va non si sa cosa si è portato via.
La mail personale usata per lavoro
Il giorno in cui quella persona cambia lavoro, metà della corrispondenza aziendale esce dalla porta con lei. E non puoi farci niente, perché quella casella non è tua.
Dalla verifica in home vedi già se qualcuno può scrivere a nome tuo. Il resto — spazio, archivio, dispositivi — lo guardiamo insieme.
Scrivici, ti rispondiamo noi Oppure scrivi a [email protected]Via L. da Vinci, 2 — 25010 San Zeno Naviglio (BS) · [NUMERO]